Ama-La: il laboratorio tessile simbolo di integrazione e sostenibilità


A Camini, in Calabria, le donne migranti imparano un mestiere, si rendono indipendenti e mantengono vive le tradizioni locali.

Accoglienza, integrazione e rinascita: l’UBI sostiene il progetto Ama-La di EUROCOOP Servizi Cooperativa Sociale, un laboratorio tessile che vende prodotti artigianali online, creati da donne rifugiate con le antiche tecniche di tessitura al telaio e altre tecnologie e materiali naturali come l’eco-printing.

Come nasce questo progetto? Che valore offre alla comunità e alle migranti? Scopri il successo di questa iniziativa e com’è diventata un modello di integrazione e sostenibilità socio-ambientale.

Il laboratorio tessile e il progetto

EUROCOOP Servizi Cooperativa Sociale nasce nel 1999 con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e promuovere la riqualificazione del territorio. In questo ambito si inserisce il progetto Ama-La, che punta sull’integrazione lavorativa e sull’autonomia delle donne migranti e vittime di violenza.

Il nome Ama-La è composto da due parole tibetane, Ama significa donna e madre, mentre La comunica un senso di rispetto e affetto. Ma questo nome è anche un appello, un’esortazione a rispettare le donne e le madri di tutto il mondo, specialmente quelle in condizioni di fragilità come le migranti con figli e quelle che hanno subito violenze.

Accogliere e nutrire le donne migranti con la stessa benevolenza che ha una madre nei confronti dei suoi bambini.

Il nome del progetto rispecchia anche la definizione di “madre” dello psicoanalista Carl Gustav Jung, intesa come “magica autorità di ciò che è benevolo, protettivo, tollerante; ciò che favorisce la crescita, la fecondità, la nutrizione; i luoghi della magica trasformazione, della rinascita”. Ed è proprio di trasformazione e rinascita che si tratta: creare e crearsi una nuova vita, una nuova possibilità in un nuovo paese, accolta e nutrita con la stessa benevolenza che ha una madre nei confronti dei suoi bambini.

Il lavoro nel laboratorio

Grazie alle donazioni dell’8 x mille, L’Unione Buddhista Italiana ha finanziato le attività del laboratorio durante gli ultimi due anni, in particolare l’acquisto delle attrezzature e la formazione delle apprendiste tessitrici.

Nel laboratorio di Camini, in provincia di Reggio Calabria, un gruppo di migranti provenienti dall’Africa ha appreso l’arte di tessere al telaio secondo la tradizione locale grazie agli insegnamenti di un artigiano della zona. A questi, inoltre, si uniscono tecniche moderne e rispettose dell’ambiente come l’eco printing e il recupero di materie prime.

La maggior parte dei materiali è a km 0 e i prodotti vengono venduti nel negozio online. Il ricavato diventa una fonte di ingresso per le tessitrici e in parte viene reinvestito per mantenere funzionante il laboratorio e accogliere nuove apprendiste.

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Il bello dell’integrazione

Le iniziative come il laboratorio tessile di Ama-La hanno una caratteristica molto speciale: fanno bene a tutti. Evidentemente, le prime a trarne vantaggio sono le migranti, che hanno la possibilità di ricominciare una vita nel nostro paese rendendosi indipendenti attraverso una professione. Poi, ne trae profitto anche il territorio di accoglienza, da cui vengono acquistate o recuperate le materie prime e le attrezzature. Inoltre, ne esce rinvigorita la cultura locale, mantenuta in vita dalle tessitrici e arricchita dalle esperienze dei loro paesi di provenienza. E infine ne approfittano anche le persone del luogo, che vedono rinascere il paese di Camini grazie ai nuovi flussi migratori.

Le iniziative come Ama-La hanno una caratteristica molto speciale: fanno bene a tutti.

Questo è esattamente ciò che chiamiamo un circolo virtuoso ed è possibile anche grazie all’aiuto economico di persone come te, che scelgono di destinare l’8 x mille all’UBI. La devoluzione dell’8 x mille è obbligatoria, ma ogni cittadino può decidere liberamente a chi donarlo.

Aiutando l’UBI sostieni progetti di integrazione delle donne migranti e altre categorie più fragili, da cui possiamo trarre vantaggio tutti: le persone che vengono accolte, la terra che ospita e perfino l’ambiente stesso. Convinti che tutto sia collegato.

Grazie alle donazioni ricevute nel 2020 abbiamo destinato 9,5 milioni di euro a 60 progetti umanitari, a 90 organizzazioni del Terzo Settore e a 120 enti culturali.

Realtà che lavorano per l’educazione, l’ecologia, la dignità e il lavoro.

A favore di un mondo sostenibile e di una consapevolezza sempre più diffusa, di sé e di ciò che ci circonda.

Per la nostra generazione e per quelle a venire.

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