I ministri di culto

La Legge sull’Intesa (31 dicembre 2012 n.245) rende istituzionale la figura del Ministro di Culto buddhista. L’Ubi ha dunque l’obbligo nei confronti dello Stato di garantire assistenza spirituale agli “appartenenti agli organismi rappresentati dall’Ubi” che ne fanno richiesta, siano essi militari in servizio, ricoverati in istituti ospedalieri o in case di cura o di riposo e persone detenute in istituti penitenziari. Per rispondere a tale esigenza l’Ubi detiene, aggiorna e trasmette periodicamente alle autorità competenti un apposito elenco dei Ministri di Culto.
Gli articoli numero 5 – 8 e 22 della Legge disciplinano diritti e doveri legati all’assistenza spirituale delineando in particolare le aree di intervento in cui l’officiante può essere chiamato ad offrire la propria presenza, ovvero, negli ospedali e nelle carceri. Il ruolo di supporto spirituale in queste realtà così intrise di sofferenza è tutt’altro che secondario per il recupero della persona che vive quotidianamente l’esperienza del dolore, del disagio fisico e/o psicologico. In ragione di ciò il Ministro di Culto, disponibile ad accogliere l’incarico, deve essere pronto ad affrontare situazioni complesse, potenzialmente difficili da gestire.
Per tale motivo l’Ubi ha avviato e intende continuare a realizzare corsi di formazione specifici per i Ministri di Culto ed è aperta alla collaborazione con altre confessioni religiose, attraverso la partecipazione ad incontri e seminari, per la formazione e il consolidamento istituzionale in Italia e in Europa di una figura che svolge preziose funzioni di utilità sociale.
Per informazioni riguardanti la documentazione ai fini dell’iscrizione nell’elenco dei Ministri di Culto, che può essere richiesta dalle guide spirituali, dai maestri e dai monaci dei centri associati all’Ubi, è possibile scrivere all’indirizzo email culti@buddhismo.it .

Nel maggio del 2021, l’Ubi ha realizzato la Formazione on line per intervenire nelle carceri riservata ai suoi Ministri di Culto.

Obbiettivo del Corso: illustrare la dimensione carceraria attraverso il racconto delle dinamiche relazionali che si instaurano con le persone detenute, con i rappresentanti delle istituzioni civili e militari, con i cappellani e i ministri di culto delle altre Confessioni. Trai i numerosi temi affrontati: la gestione del rapporto Maestro- discepolo che si protrae anche dopo il periodo di reclusione; la liturgia buddhista più idonea per ogni singolo evento collegato alla vita dei detenuti; quale atteggiamento mantenere nei riguardi del segreto confessionale e come prevenire il burn out considerata la natura stressante dell’impegno che si è scelto di onorare.

Docente del Corso: Rev Keimyo Doshin Girolami, Abate del Centro Zen l’Arco di Roma formatosi presso il San Francisco Zen Center. Coordinatore del network di Cappellani dell’Unione Buddhista Europea e Insegnante di meditazione nelle carceri di Rebibbia a Roma e di San Quentin in California.

Nell’autunno del 2022 l’Ubi ha svolto in collaborazione con l’Agenda Cura il Corso di Formazione per Ministri di Culto “La consapevolezza del vivere e del morire sulla scia del seminario già avviato per i professionisti del settore sanitario desiderosi di approfondire alcuni temi legati al fine vita come le normative sull’argomento o le origini, le finalità, le modalità e la diffusione in Italia delle cure palliative.

Docenti del Corso:

Caterina Giavotto: Tanatologa culturale, Istruttrice di protocolli basati sulla mindfulness e sulle pratiche contemplative. Assistente spirituale presso l’Associazione Vidas di Milano. Responsabile dell’agenda cura di U.B.I. e coordinatrice del corso di formazione sulla consapevolezza del Vivere e morire.

Emanuela Pluchinotta: Psicologa clinica, ha collaborato con l’ambulatorio di psico-oncologia presso l’Ospedale Santa Chiara di Pisa. Attualmente si occupa di sostegno e formazione negli ambiti specifici delle malattie croniche, delle cure palliative e dell’accompagnamento al fine vita. Coordinatrice del corso di formazione sulla consapevolezza del Vivere e morire organizzato dall’Agenda Cura dell’U.B.I.

Giada Lonati: Medico palliativista, Direttrice sociosanitaria dell’Associazione Vidas, autrice di testi tra cui: “L’ultima cosa bella”, “Prendersi cura. Per il bene di tutti: il nostro e degli altri” e “Biotestamento”, in collaborazione con Barbara Rizzi.

Sonia Ambroset: Psicologa e criminologa, si occupa di accompagnamento al fine vita. Autrice di “Tu lo faresti? La relazione d’aiuto tra cure palliative e morte volontaria assistita” e di “Quando tutto è dolore. Cure palliative e sofferenza esistenziale alla fine della vita”, scritto a quattro mani con Luciano Orsi.

Barbara Rizzi: Medico palliativista, Direttrice scientifica e Vicedirettrice sociosanitaria di Vidas, si occupa anche di formazione e ricerca. Ha pubblicato una decina di articoli scientifici su riviste internazionali.

Sabato 24 e domenica 25 giugno 2023 si è svolta a Roma presso la Facoltà di Medicina e Psicologia (Università La Sapienza) la Prima Conferenza europea sulla Cappellania Buddhista. Hanno preso parte all’iniziativa finanziata grazie ai fondi opm all’Ubi relatori di fama internazionale per fare il punto sulla situazione attuale della cappellania buddhista in Europa e per delineare il percorso futuro e le linee guida della formazione dei Ministri di Culto buddhisti, tenendo conto del contesto sociale del Vecchio Continente, molto diverso da quello asiatico e statunitense.

Oltre ai saluti istituzionali del presidente U.B.I. Filippo Scianna è intervenuta la Rev. Elena Seishin Viviani in qualità di vicepresidente e responsabile dell’Ufficio Culti U.B.I. con una relazione sul tema i Ministri di Culto in Italia: la loro presenza sul territorio, la cronistoria del dibattito interno per la definizione della figura del Ministro di Culto buddhista per arrivare alla stesura di un primo elenco trasmesso alle autorità competenti nel 2015, la formazione offerta dall’Ubi per gli ambiti specifici di intervento: gli ospedali e gli istituti penitenziari.

Accordo tra Azienda ospedaliera – Università Careggi e rappresentanti delle comunità religiose non religiose e fedi viventi per l’assistenza spirituale e/o morale a persone non cattoliche e non credenti

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