20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato dell’Onu. Un luogo del possibile: cura, relazioni e responsabilità

20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato dell’Onu

26 giugno, Giornata Internazionale a Sostegno delle Vittime di Tortura

“Un luogo del possibile: cura, relazioni e responsabilità”:

il Centro Naga Har, garantisce assistenza sanitaria, psicologica, burocratica e sociale a persone richiedenti asilo, rifugiate e vittime di tortura.

Con il sostegno dell’8×1000 dell’Unione Buddhista Italiana

 

Il 4 luglio Naga Har festeggerà 25 anni a Cascina Torchiera a Milano

 

            Il Centro Naga Har rappresenta un punto di riferimento per persone con background migratorio. Con il progetto “Un luogo del possibile: cura, relazioni e responsabilità”, Naga garantisce continuità e potenziamento delle attività di assistenza sanitaria, burocratica, psicologica e sociale e di advocacy rivolte a persone richiedenti asilo, rifugiate e vittime di tortura nell’area milanese. Il progetto ha il sostegno dall’8×1000 di Unione Buddhista Italiana,

            Il mese di giugno ricorda il dramma di milioni di persone in fuga da povertà, fame, guerre e persecuzioni: il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato dell’Onu, mentre il 26 giugno cade la Giornata Internazionale a Sostegno delle Vittime di Tortura. Il Centro Naga Har – che quest’anno festeggia 25 anni dalla nascita con una giornata a Cascina Torchiera il prossimo 4 luglio – è un presidio di accoglienza, socializzazione e assistenza sociale e legale, ma anche un luogo che favorisce integrazione e benessere psicosociale.

            Quasi 20mila uomini e donne, dal 2001 a oggi, si sono rivolte a Naga Har: nei casi di vittime di tortura, il centro attiva da un lato un percorso non medicalizzato di cura delle ferite invisibili causate da violenze e persecuzioni, cercando di riattivare risorse individuali attraverso attività di socializzazione e assistenza e dall’altro attiva un’équipe multidisciplinare che si occupa delle certificazioni che attestano le conseguenze fisiche e psicologiche delle violenze subìte, valide come prova nei procedimenti di protezione internazionale o nei ricorsi contro i dinieghi. Sono circa 300 dal 2016 i certificati medico/psichiatrici redatti.

            Spiega Emilia Bitossi, presidente di Naga: “Naga Har non è solo un centro di assistenza, ma un ‘luogo del possibile’, un punto di riferimento dove la cura si esprime come esperienza relazionale e comunitaria. Qui le persone che hanno subito violenze e discriminazioni non vengono solo aiutate nella procedura di riconoscimento – sempre più complessa – dello status di rifugiato, ma possono ricostruire legami sociali”.

            Il 12 giugno è entrato in vigore il “Patto europeo sulle migrazioni”. “Si tratta di un Regolamento vincolante per i 27 Paesi Ue – spiega Bitossi – che rappresenta un ulteriore irrigidimento e che rafforzerà le politiche di controllo, rendendo ancora più complesse le procedure e riducendo di fatto il diritto di asilo per le persone migranti che cercano di stabilirsi in Europa. E questo significherà verosimilmente un impegno sempre più intenso per Naga Har”.

            Ogni anno il Naga Har accoglie circa 3.800 utenti (di cui circa 1.800 al primo ingresso), per il 75% circa uomini: singoli e famiglie, provenienti in primis da Perù, Egitto, Tunisia, Afghanistan, Pakistan  Bangladesh, Sri Lanka e da altri Paesi, con presenze in costante crescita, indice del fatto che Naga Har rappresenta un presidio di fiducia per la popolazione migrante, con la storica scuola di lingua italiana e laboratori, attività ricreative e collettive che vedono il coinvolgimento di circa 500 persone l’anno.

            Naga Har rappresenta anche un prezioso osservatorio: le statistiche elaborate (2021-2025) mostrano ad esempio come le variazioni del numero di utenti e i “picchi migratori” siano legati alle crisi geopolitiche globali e ai cambiamenti nelle normative e nelle politiche migratorie dell’Ue. Il profilo demografico dell’utenza segnala inoltre negli anni un progressivo innalzamento dell’età media e un notevole incremento della componente femminile.

            Naga è infine testimone di un sistema di accoglienza inadeguato, incapace di garantire diritti e percorsi di integrazione tempestivi. Se la condizione di richiedente asilo (o di persona priva di permesso di soggiorno valido) è strettamente correlata a disoccupazione, precarietà abitativa ed esclusione sociale, la disoccupazione è alta anche tra i titolari di protezione, a causa del lungo periodo di inattività forzata durante la procedura d’asilo e alla mancanza di percorsi di inserimento socio-lavorativo efficaci.

            Il Centro Naga Har, in via Ettore Ponti 21 (Villaggio Barona), è aperto dal martedì al venerdì ogni pomeriggio per i servizi (il sabato per attività di socializzazione) ed è gestito da circa 30 tra insegnanti di italiano e volontari, coordinati da due figure professionali di Naga. Tutti i servizi sono gratuiti.

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Il progetto “Un luogo del possibile: cura, relazioni e responsabilità” è realizzato grazie all’8xmille di Unione Buddhista Italiana.

Grazie alle firme 8xmille, l’Unione Buddhista Italiana sostiene ogni anno progetti a favore della pluralità e della responsabilità sociale, selezionati tramite il Bando Umanitario in coerenza con il principio dell’interdipendenza e del prendersi cura alla base del pensiero buddhista: nel mondo ogni essere senziente è collegato e agendo su uno di essi, si agisce a favore dell’intera collettività. I temi scelti per il Bando Umanitario 2025 sono “Cura, Ecologia, Disagio giovanile”: i progetti selezionati hanno in comune l’attenzione alla cura che include l’aspetto fisico, emotivo e spirituale di ogni essere senziente e dell’ambiente. Alcuni esempi: interventi per ridurre la sofferenza della malattia e del fine vita; reinserimento sociale per donne in carcere con figli; supporto legale e psicologico per persone richiedenti asilo o vittime di tortura; promozione dei territori e ricostruzione del tessuto produttivo; formazione professionale per giovani provenienti da contesti sociali difficili e interventi di prevenzione nelle scuole per bullismo e violenza di genere. I progetti beneficiari sono disponibili sul sito 8xmilleunionebuddhista.it/

Come funziona l’8xmille? Attraverso la dichiarazione dei redditi, è possibile destinare l’8xmille a una confessione religiosa che ha stretto un’intesa con lo Stato o allo Stato stesso. Non è una tassa in più ma una quota già inclusa nel totale dei redditi IRPEF: in mancanza della firma che esprime una preferenza, il totale delle quote non espresse va ripartito in proporzione alle preferenze di chi invece ha firmato. Firmare per l’8xmille significa dunque esprimere la propria scelta e un proprio diritto.

Ufficio Stampa Unione Buddhista Italiana

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