A Milano una “Casa Famiglia Protetta” per madri detenute con bambini
A Milano una “Casa Famiglia Protetta” per madri detenute con bambini
“Ricomincio da me”, progetto di CIAO Impresa Sociale, accoglie e offre sostegno psicologico a madri detenute e ai loro figli,
grazie all’8xmille di Unione Buddhista Italiana
Al centro di complesse storie di marginalità c’è la diade madre-bambino.
In fase di avvio anche un programma di pet therapy
Milano, aprile 2026 – In Italia ci sono ancora bambini costretti a vivere in carcere insieme alle loro mamme. Il progetto “Ricomincio da me”, curato da CIAO Impresa Sociale a Milano accoglie e sostiene mamme e bambini in detenzione o in situazione di fragilità, in una “Casa Famiglia Protetta” per madri che hanno accesso alle misure alternative alla detenzione e in quattro “Alloggi per l’autonomia”. Un progetto realizzato grazie al sostegno dell’8xmille di Unione Buddhista Italiana.
In Italia, la questione delle madri detenute con figli piccoli, nonostante le norme mirino a limitare la detenzione in carcere per i bambini sotto i tre anni, è una criticità irrisolta del sistema penitenziario e di welfare. A inizio 2026 ci sono circa 25 bambini detenuti negli ICAM, Istituti a Custodia Attenuata per detenute Madri, insieme alla propria madre, soprattutto donne con background migratorio, e nelle sezioni nido delle carceri. CIAO gestisce una delle uniche due case famiglie presenti in Italia.
In particolare, CIAO ospita tre madri detenute, insieme ai loro bambini, nella C.A.S.A. Famiglia Protetta, dove, pur continuando a scontare la pena, sia garantito ai figli un legame costante con la figura materna, in un contesto affettivamente sicuro e adeguato allo sviluppo psicofisico. Il carcere è infatti luogo incompatibile con le esigenze di socializzazione e crescita dei bambini. Negli “Alloggi per l’autonomia” di CIAO sono accolte anche sette donne al termine del loro percorso penitenziario o in situazione di fragilità.
Le madri, per iniziare un percorso di reinserimento sociale e lavorativo, hanno inoltre bisogno di recuperare l’autonomia psichica e affettiva, riconoscere e gestire le emozioni, elaborare i sensi di colpa, ricostruire l’autostima e rafforzare le capacità relazionali. Mentre per i bambini è indispensabile, oltre a mantenere il legame con la madre, recuperare l’equilibrio emotivo, rielaborare i traumi subiti e sviluppare relazioni positive.
“Il valore aggiunto del progetto ‘Ricomincio da me’ – spiega Elisabetta Fontana, presidente di CIAO – è proprio facilitare la riuscita dei percorsi di reinserimento sociale e dell’acquisizione delle autonomie attraverso un sostegno psicologico strutturato per le madri e un accompagnamento terapeutico ed educativo ai bambini”.
“Il supporto psicologico offerto alle mamme – fa eco Manuela De Palma, psicoterapeuta dell’associazione – è un momento di ascolto, accoglimento, al quale rivolgersi in caso di difficoltà personali, esistenziali, relative al rapporto con i figli, o a difficoltà connesse con il percorso di permanenza in Associazione. Uno spazio libero dove ognuno può raccontarsi”.
Nello specifico il progetto “Ricomincio da me” – realizzato in sinergia con i servizi territoriali e coordinato da un’équipe multidisciplinare composta da psicoterapeuta, neuropsichiatra, educatrice e referente di progetto – prevede una fase di valutazione psicodiagnostica e neuropsicologica dei bambini e l’elaborazione di un piano di intervento, con percorsi di presa in carico da parte di professionisti qualificati, quali logopedista, psicomotricista, neuropsichiatra infantile, psicologo dell’età evolutiva.
Le madri accolte – spesso vittime di violenze e sfruttamento, con storie di migrazione, dipendenza, marginalità economica – attraverso incontri di gruppo e sessioni guidate da esperti e tecnici lavorano sul riconoscimento delle proprie emozioni, la gestione dei conflitti e la costruzione di relazioni sane. L’attenzione alla diade madre-bambino comprende inoltre la condivisione di esperienze, esercizi di ascolto e momenti di confronto, in cui le madri imparano a leggere i bisogni dei figli e a rafforzare la propria funzione genitoriale ma anche laboratori ludico-espressivi.
È in avvio inoltre un modulo di Pet Therapy, altamente simbolico e terapeutico sia per le madri sia per i bambini. Attraverso questa attività, infatti, si intende favorire lo sviluppo di interazioni positive all’interno della diade, promuovendo competenze quali l’accudimento, il contenimento dei comportamenti problematici, il rispetto degli spazi e dei tempi e la capacità di assumere la prospettiva dell’altro.
Il progetto “Ricominicio da me” è realizzato grazie all’8xmille di Unione Buddhista Italiana.
Grazie alle firme 8xmille, l’Unione Buddhista Italiana sostiene ogni anno progetti a favore della pluralità e della responsabilità sociale, selezionati tramite il Bando Umanitario in coerenza con il principio dell’interdipendenza e del prendersi cura alla base del pensiero buddhista: nel mondo ogni essere senziente è collegato e agendo su uno di essi, si agisce a favore dell’intera collettività. I temi scelti per il Bando Umanitario 2025 sono “Cura, Ecologia, Disagio giovanile”: i progetti selezionati hanno in comune l’attenzione alla cura che include l’aspetto fisico, emotivo e spirituale di ogni essere senziente e dell’ambiente. Alcuni esempi: interventi per ridurre la sofferenza della malattia e del fine vita; reinserimento sociale per donne in carcere con figli; supporto legale e psicologico per persone richiedenti asilo o vittime di tortura; promozione dei territori e ricostruzione del tessuto produttivo; formazione professionale per giovani provenienti da contesti sociali difficili e interventi di prevenzione nelle scuole per bullismo e violenza di genere.
I progetti beneficiari sono disponibili sul sito 8xmilleunionebuddhista.it/
Come funziona l’8xmille? Attraverso la dichiarazione dei redditi, è possibile destinare l’8xmille a una confessione religiosa che ha stretto un’intesa con lo Stato o allo Stato stesso. Non è una tassa in più ma una quota già inclusa nel totale dei redditi IRPEF: in mancanza della firma che esprime una preferenza, il totale delle quote non espresse va ripartito in proporzione alle preferenze di chi invece ha firmato. Firmare per l’8xmille significa dunque esprimere la propria scelta e un proprio diritto.
Ufficio Stampa Unione Buddhista Italiana
Le Acrobate – idee parole comunicazione
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