Unione Buddhista Italiana è lieta di annunciare l’elezione del nuovo consiglio dell’Unione Buddhista Europea

Costruire il Buddhismo europeo, questa è la mission del nuovo direttivo presentato il 23 e 24 settembre, in occasione dell’Assemblea Generale Annuale dell’Unione Buddhista Europea.

Bruxelles, 23 settembre 2023 – in occasione della Assemblea Generale Annuale dell’Unione Buddhista Europea, che si terrà questo fine settimana nel palazzo Maison Notre-Dame du Chant-d’Oiseau a Buxelles, è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo. Il nuovo Consiglio direttivo EBU, associazione internazionale che raccoglie Organizzazioni e Unioni Buddhiste in Europa, resterà in carica per i prossimi tre anni e a capo avrà come nuovo Presidente l’italiano Stefano Davide Bettera, che ha ricoperto il ruolo di vice per i due precedenti mandati. Vice-presidente è stato eletto Carlo Luyckx, attuale presidente dell’Unione Buddhista Belga. Per il ruolo di Tesoriere è stato confermato per il secondo mandato Michael Ritman. Gli altri quattro membri sono Munisha Catherine Hopper, membro del Triratna Buddhist Order, Roxanna Pang, Segretaria Generale del Fo Guang Shan Europe, Carlotta Segre, del Centro Kunpen Lama Ghangcen e Jake Lyne, dalla Western Chan Fellowship.

Porre le basi per lo sviluppo di un vero Buddhismo europeo, capace di cogliere le sfide della contemporaneità e proporre una propria idea di società: questa la sfida prioritaria che il nuovo Consiglio Direttivo dell’Unione Buddhista Europea, avrà di fronte nei prossimi tre anni. Con l’impegno di conservare le radici nella tradizione, proiettando lo sguardo verso il futuro. Cura, dialogo, innovazione e attenzione ai temi sociali più urgenti e soprattutto riflessione aperta non solo sulla propria specifica identità ma, più in generale, su un’idea di umanità da immaginare e guardare attraverso i valori profondi di una storia che ha la sua specificità e sensibilità: queste le direttrici che ispireranno la ricerca e il lavoro del Direttivo. La sfida toccherà i temi più strettamente legati al pensiero religioso buddhista e a quello accademico, vie parallele da cui passa la definizione di una chiara presenza buddhista nella società. Ma non solo: centrale sarà anche il rapporto con le Istituzioni europee e con altre confessioni religiose, a favore di uno scambio sinergico basato sul confronto. Così come la concreta azione nella società civile, attraverso progetti e iniziative di studio e approfondimento.  In continuità con lo spirito che l’ha caratterizzata in questi anni, l’EBU sarà la casa di tutti i suoi membri, delle rappresentanze di ciascun Paese che ne fa parte e delle specifiche peculiarità culturali e di pratica. Sarà la casa di tutte le anime europee e di tutte le istanze che emergeranno nel rispetto di quello che è lo spirito del Dharma dove l’equanimità, la gentilezza, la compassione guidano i nostri passi. Un atteggiamento che sarà sempre fermamente costruttivo, non rivendicativo e non divisivo. Continuerà l’impegno prezioso sui temi che hanno visto coinvolta l’EBU in questi anni: il tema ecologico, la povertà e il disagio sociale, l’educazione e il futuro dei giovani e le discriminazioni di ogni genere.