I Buddhisti italiani alla 34ª edizione dell’incontro “Uomini e religioni – Nessuno si salva da solo. Pace e fraternità”

Martedì 20 ottobre 2020 ha avuto luogo in piazza del Campidoglio la 34ª edizione dell’incontro internazionale delle fedi mondiali promosso dalla Comunità di Sant’Egidio “Uomini e religioni – Nessuno si salva da solo. Pace e fraternità” a cui hanno partecipato i rappresentanti delle varie confessioni religiose, ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e da alcuni esponenti delle Istituzioni.

Accanto a Papa Francesco sono intervenuti, tra gli altri, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I per la Chiesa ortodossa, il Vescovo evangelico luterano Heinrich Bedford Strohm, presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania, l’arcivescovo anglicano Gerald James Ian Ernest, in rappresentanza del primate Justin Welby, il grande Imam Ahmad al-Tayyeb (che ha affidato il suo messaggio a Mohamed Abdel Salam Abdellatif, Rettore dell’Università di al-Azhar ), Haim Korsia, rabbino capo di Francia,  il Rev. Minegishi Roshi per la tradizione buddhista e Karmaljit Singh Dillon del Comitato sikh “Gurdwara Parbandhak”.

Il coro unanime dei religiosi ha riecheggiato sui temi della Fraternità e della Pace a partire dall’accettazione delle diversità e dalla necessità di lottare per il bene e la sicurezza dell’altro da sé, soprattutto in questo tempo in cui incombe la minaccia globale del Covid 19 e “lo Spirito d’Assisi  (dove nel 1986 Giovanni Paolo II riunì per la prima volta le fedi nel nome della fratellanza) si rinnova”, come dichiarato dal Capo dello Stato; si rende inoltre necessario diventare sempre più consapevoli del fatto che “non ci si salva da soli, alle spalle degli altri, contro gli altri”, per riprendere le parole di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio.

Il Ven. Shoten Minegishi, nuovo Sokan, Direttore dell’Ufficio Europeo Zen Soto, in particolare, ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra le religioni attraverso il dialogo interfedi per un’accettazione culturale e spirituale completa che abbia origine dalla consapevolezza della violenza e delle guerre come fenomeni che fanno parte originariamente della nostra natura, al pari della capacità di aprire il cuore agli altri nella compassione; per questo motivo Mineghishi condanna senza appello la pena capitale “profondamente convinto che si tratti di una negazione della dignità umana” e conclude il suo intervento con l’augurio “che sia possibile disarmare i nostri cuori e fare un passo verso la ricerca di un Mondo di Fraternità e Pace”.

Poco prima dell’incontro i rappresentanti delle tradizioni spirituali, accompagnati da piccoli gruppi di fedeli, si sono riuniti in preghiera in alcuni spazi dedicati come, nel caso dei buddhisti, nella Chiesa di Santa Rita, a pochi passi dal Campidoglio: in questa circostanza il Ven. Shoten Minegishi ha incontrato la Rev. Elena Seishin Viviani, rappresentante dell’Unione Buddhista Italiana all’Evento e delegata al Dialogo Interreligioso.

L’Ubi, già da diversi anni, collabora con la Comunità di Sant’Egidio per l’apertura di Corridoi umanitari, finanziati con i fondi dell’otto per mille destinati all’area umanitaria.

Al termine degli interventi, accorati e mossi dalla volontà di raggiungere insieme obbiettivi comuni, in un’atmosfera calda, di rinnovate sinergie, condannando con fermezza ogni forma di violenza e di fondamentalismo, i protagonisti dell’incontro hanno firmato e lanciato “l’appello Roma 2020”: una proposta solenne di riconciliazione rivolta ai responsabili degli Stati e ai cittadini di «questa nostra terra».

 

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