Quarant’anni di dialogo, riconoscimento e crescita per l’Unione Buddhista Italiana

L’Unione Buddhista Italiana (UBI) celebra nel 2025 un duplice anniversario di straordinaria importanza: quarant’anni dalla sua fondazione e venticinque anni dalla firma dell’Intesa con lo Stato Italiano, sottoscritta il 12 marzo 2000 e ratificata con legge nel 2012.

Un percorso che testimonia la solidità del dialogo interreligioso e istituzionale nel nostro Paese, fondato sui principi di libertà, pluralismo e partecipazione attiva alla vita civile.
Per celebrare questa ricorrenza, giovedì 16 ottobre 2025, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, si è tenuto un incontro dedicato al tema del dialogo e del riconoscimento reciproco, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle comunità buddhiste italiane.

L’evento, a carattere privato, ha rappresentato un momento di riflessione collettiva sulle relazioni, esperienze e storieche, dal 1985, hanno contribuito a costruire l’identità e il ruolo della comunità buddhista in Italia, rafforzando un dialogo costante con la società civile e le istituzioni dello Stato.


Quarant’anni di presenza e di valori condivisi

«Quello che oggi celebriamo è un traguardo che dimostra come il dialogo reciproco e il rispetto possano portare a risultati duraturi e concreti a beneficio di tutta la collettività. Il dialogo – e intendo rimarcare su questo – infatti, non è una semplice conversazione né paradossalmente una disputa tra opinioni, non nasce dal desiderio di vincere o di persuadere l’altro, bensì dall’intento di comprendere con menti aperte e cuore compassionevole chi abbiamo davanti e qual è il messaggio che possiamo condividere. Proprio oggi, in questo lungo percorso, l’UBI dimostra come valori antichi e profondi possano radicarsi pienamente nelle società contemporanee e contribuire a rafforzare la coesione civile e sociale», ha dichiarato da remoto l’On. Antonella Sberna, Vicepresidente dell’Unione Europea.

Nel suo intervento, Filippo Scianna, Presidente dell’Unione Buddhista Italiana, ha sottolineato le radici e la trasformazione della presenza buddhista in Italia:
«Il percorso di questi primi quarant’anni non è stato agevole: va detto che negli anni Settanta il buddhismo è giunto in Italia come una brezza leggera in un paesaggio dominato da voci antiche e presenze radicate nel territorio. Non ha, però, trovato porte chiuse, ma sguardi interrogativi e una certa cautela culturale. Eppure, in quella diversità di linguaggio, molti italiani hanno riconosciuto un suono familiare: il desiderio di verità oltre le illusioni, di pace autentica e di cura, l’essenza e il cuore pulsante dell’Unione. Richiamo alla tradizione ma, al contempo, la necessità di restare vigili per cogliere le nuove forme di disagio che emergono in una società in rapida trasformazione».

Filippo Scianna, Presidente dell’Unione Buddhista Italiana


Memoria, futuro e valori universali

A offrire uno sguardo storico e prospettico, la Dott.ssa Maria Angela Falà, Presidente della Fondazione Maitreya e già Presidente di UBI, ha dichiarato:
«Io che rappresento la memoria storica di UBI, ritengo che la celebrazione di questi primi quarant’anni di storia non debba guardare solo a ciò che è stato, ma soprattutto a ciò che sarà, nel solco dell’insegnamento buddhista di vivere il presente per disegnare il futuro. L’occasione odierna serve dunque sì a ricordare, ma anche a ribadire che l’impegno costante di UBI consista nel mostrare alla società odierna il volto della compassione, l’insegnamento di interdipendenza e la valorizzazione della nostra vita come vita comune».

Maria Angela Falà, Presidente della Fondazione Maitreya e già Presidente UBI

Il Prof. Marco Ventura, Ordinario di Diritto Ecclesiastico presso l’Università di Siena, ha poi evidenziato il valore costituzionale del percorso dell’Unione Buddhista Italiana:
«Da quarant’anni l’Unione Buddhista Italiana fa vivere esemplarmente l’articolo 8 della Costituzione: con il suo impegno per l’eguaglianza e la libertà dei percorsi religiosi, all’interno e all’esterno della famiglia buddhista; con la sua capacità di autocostituirsi e autodeterminarsi, autonomamente e responsabilmente; con il suo contributo a rapporti leali e costruttivi con le istituzioni dello Stato».

Prof. Marco Ventura, Ordinario di Diritto Ecclesiastico presso l’Università degli Studi di Siena


UBI e la sfida della contemporaneità

Nel suo intervento, l’On. Massimo D’Alema, Presidente della Fondazione Italianieuropei e già Presidente del Consiglio dei Ministri, ha aggiunto:
«Il cammino dell’attuazione dell’Art.8 è stato particolarmente faticoso, drammatico, pieno di ostacoli ma, tuttavia, necessario per realizzare lo spirito della nostra Costituzione, improntata all’apertura democratica verso i cittadini. Ritengo che l’insegnamento di cui UBI è portatrice sia un perfetto antidoto contro le due principali sfide del mondo occidentale: costruire una dimensione relazionale per vivere insieme in pace e governare la potenza dell’innovazione tecnico-scientifica. Se questi sono i due grandi problemi da affrontare nel presente, come se fossimo una nave che ha sciolto gli ormeggi senza una bussola a guidare il viaggio, ritengo che l’esperienza e la tradizione buddhista riguardino tutti noi e ci offrano un pensiero filosofico e spirituale all’altezza di questi grandi cambiamenti».

On. Massimo D’Alema, Presidente della Fondazione Italianieuropei e già Presidente del Consiglio dei Ministri

A concludere la giornata, l’On. Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato all’Interno, ha ribadito l’impegno delle istituzioni verso un dialogo costruttivo:
«Rimane costante l’impegno dello Stato a proseguire, nel solco dei principi costituzionali, un percorso di dialogo costruttivo con le comunità religiose, attento alle nuove esigenze che nascono dal mutare della società. L’auspicio è quello di saper coniugare, con equilibrio e lungimiranza, i valori buddhisti di fratellanza e accoglienza con i solidi valori fondanti della nostra democrazia, affinché il dialogo e il reciproco riconoscimento continuino a tracciare la via della convivenza e della pace tra i popoli. L’Unione Buddhista Italiana ha saputo interpretare pienamente questo spirito, facendo del dialogo un metodo e del riconoscimento un orizzonte di civiltà».

On. Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato all’Interno

La celebrazione dei 40 anni dell’Unione Buddhista Italiana non rappresenta soltanto un momento commemorativo, ma un invito a riflettere sul valore del dialogo interreligioso, della convivenza pacifica e del riconoscimento reciprococome fondamento della democrazia italiana. Nel suo cammino, UBI continua a promuovere una cultura del rispetto, della pace e della consapevolezza, contribuendo in modo concreto alla costruzione di una società più giusta, inclusiva e compassionevole.

In foto da sinistra: Maria Angela Falà, Presidente della Fondazione Maitreya e già Presidente UBI, On. Massimo D’Alema, Presidente della Fondazione Italianieuropei e già Presidente del Consiglio dei Ministri, Filippo Scianna, Presidente dell’Unione Buddhista Italiana, On. Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato all’Interno, Prefetto Alessandro Tortorella, Direttore Centrale degli affari dei culti presso il Ministero dell’Interno, Prof. Marco Ventura, Ordinario di Diritto Ecclesiastico presso l’Università degli Studi di Siena.


Qui la rassegna stampa della giornata