Raccolti Festival, dal 22-23-24 settembre a Vercelli

Torna per la 5ª edizione Raccolti Festival: tre giorni di incontri, letture, concerti, performance. Tre giorni per fare il punto sulle nuove narrazioni che ci circondano e per offrire al pubblico alcuni codici per interpretarle. Con il patrocinio UBI.

Le radici sono un simbolo carico di futuro.

Sono le reti sotterranee che connettono gli esseri viventi, sono l’istinto naturale che ci porta a cercare spazio e nutrimento anche nel buio del sottosuolo.
Le radici sono ramificazioni complesse, cariche di storie: risalire alla radice delle parole e dei fenomeni è un atto fondamentale per capire il presente.
Le radici sono movimento, sono ricerca costante, sono la forza di chi si sradica per radicarsi in ogni luogo.
Chi ritorna mette radici, porta nuova linfa, è la restanza di cui parla l’antropologo Vito Teti, il sentimento di chi àncora il suo corpo a un luogo e fa diaspora con la mente.
Nutrirsi, evolversi, connettersi.
Questa la lezione, questo l’imperativo muto delle radici.

L’unione Buddhista Italiana sostiene Il Festival e partecipa venerdì 22 settembre con l’incontro:

Il filo che unisce, ore 11:00

Con REV. ELENA SEISHIN VIVIANI (ASS. IL CERCHIO VUOTO)
E ALESSANDRA ALBERTO (ARTISTA E ANTROPOLOGA DEL TESSILE)

Per la tradizione buddhista il Kesa è “Il più prezioso degli abiti”, l’emblema dei monaci. Originariamente ricavato da pezzi di stoffa che il mondo rifiutava (i sudari, le bende dismesse dei malati), viene cucito secondo un preciso schema attraverso un rituale che diviene una vera pratica dello spirito.
È un “filo dell’anima” anche quello che tiene insieme i 15.000 pezzi di stoffa inviati dai fedeli per realizzare il Manto della Misericordia: pensato per l’incoronazione della statua della Madonna di Oropa (BI), sancisce un legame spirituale che si rinnova ogni 100 anni dal 1620. Un dialogo tra due prospettive sul sacro, con la cucitura che diventa simbolo di ricerca, unione e cura. Prenota qui

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