Un progetto di Cooperativa Coopsse, in collaborazione con Non solo vela e Il Cerchio

A Genova parte “Dal verde al blu”:

un progetto inclusivo e di “cura” per i giovani fragili e disorientati.

Per imparare un mestiere tra mare e boschi e scoprire se stessi,

grazie all’8xmille dell’Unione Buddhista Italiana.

 

Le azioni del progetto partono a giugno, tra il mare e l’Appennino ligure

 

            Genova, giugno 2026 – “Dal verde al blu… Percorsi formativi e di socializzazione” è un progetto della Cooperativa sociale Coopsse, in collaborazione con le associazioni Non solo vela e Il Cerchio e con il supporto dell’8xmille dell’Unione Buddhista Italiana. Il suo obiettivo è creare una connessione tra lo straordinario patrimonio del territorio genovese e della Liguria e i giovani che vogliono ritrovare fiducia in se stessi, trovare la propria strada, imparare un mestiere.

           I protagonisti sono 20 giovani dai 18 ai 25 anni alla ricerca di una direzione: tra di loro ci sono ragazzi che hanno lasciato gli studi e faticano a trovare un lavoro ma sono pronti a rimettersi in gioco; c’è chi ha vissuto isolamento e precarietà economica e ha voglia di cercare un contesto nuovo e accogliente; ci sono giovani con background migratorio che vogliono mettere nuove radici e costruirsi un futuro in Italia; oltre a ragazzi seguiti dai servizi sociali del territorio genovese.

            Spiega Sarà Calì, coordinatrice del progetto: “L’obiettivo al centro del progetto è recuperare dignità e benessere attraverso percorsi di formazione e socializzazione: in un paesaggio dove il verde dei boschi e il blu del mare sono i colori prevalenti, i venti ragazzi beneficiari possono apprendere mestieri in campo marittimo e forestale, ma anche seguire percorsi di crescita personale, cura della dimensione collettiva e della spiritualità, sensibilizzazione ambientale ed azioni ecologiche”.

            Il progetto – le cui attività partono a inizio giugno – ha infatti una profonda relazione con il territorio: la Liguria e il Genovese offrono un importante patrimonio naturale, spesso poco conosciuto dai giovani della città: in pochi chilometri il mare Ligure e l’Appennino non rappresentano solo una fonte di ispirazione per la loro bellezza ma anche un’opportunità per imparare un mestiere e conoscere se stessi: per questo il progetto coniuga formazione professionale e Pratica di consapevolezza Zen, outdoor education e sensibilità ambientale.

Così Giorgio Fabbrucci, Direttore della Fondazione Il Cerchio: “Il primo voto di chi pratica il buddhismo è aiutare tutti gli esseri ad uscire dalla condizione di non conoscenza che porta alla sofferenza. Il lavoro è uno strumento formidabile di realizzazione e conoscenza: ci fa essere tutt’uno con ciò che facciamo, ci mette in costante relazione con gli altri. Ci rende partecipi del contesto in cui viviamo. ‘Dal verde al blu’ è un progetto che ha effetti concreti sulle persone e il territorio, ma anche valenza spirituale, perché è un percorso di ricerca di senso”.

            Il “viaggio” di “Dal verde al blu…”, tra Genova e l’Appennino Ligure, durerà circa sei mesi, con attività due giorni alla settimana. Racconta Federico Persico, educatore di Coopsse: “Nel confronto tra educatori e ragazzi ci siamo accorti che ‘in natura’ le cose acquisivano più senso: il vissuto del territorio e la riduzione di inquinamento e rifiuti, la cittadinanza attiva che ci fa sentire importanti, le esperienze che attraverso la professionalizzazione mettono in campo i valori dell’imprenditoria, come responsabilità, sostegno reciproco, autonomia”.

            La Linea Blu del progetto, da giugno a ottobre è “imparare dal mare”, perché “governare una barca insegna a governare se stessi, con coraggio e rispetto”. I ragazzi, oltre ad apprendere i rudimenti del navigare a vela e le basi della biologia marina, ottengono infatti certificazioni IMO internazionali per la sicurezza e la conformità tecnica di equipaggiamenti marittimi, arredi e materiali a bordo di navi, imparano a restaurare i gozzi tradizionali, fanno pratica con un laboratorio marittimi. La Linea Verde, sempre da giugno, ma fino a novembre, è “presenza nel bosco”, una creatura viva che riporta al ritmo della natura, al silenzio e a se stessi. Anche in questo caso i ragazzi possono imparare le basi delle professioni forestali, sempre più richieste sul mercato; il tree climbing professionale, la manutenzione del verde ma anche ingegneria naturalistica e il corso forestale, il brevetto per la motosega e la patente per il muletto.

            All’interno del percorso non meno importanti sono i momenti di consapevolezza di sè e degli altri, riflessioni e meditazione curati dal monastero buddhista Il Cerchio: al Tempio Zen di Sanboji, a Berceto (PR), si terranno brevi periodi di comunità per sviluppare consapevolezza, conoscenza di sé e connessione, e imparare a stare con gli altri e con l’ambiente. Altre attività collaterali: la pulizia di sentieri e spiagge, le visite ai musei legati al territorio e lo sport con trekking, sup, canoa, arrampicata sportiva

            I ragazzi impareranno inoltre a scrivere un curriculum vitae, a sviluppare le proprie soft skills, a capire l’importanza della salute e della sicurezza sul lavoro. Al termine dei percorsi, a novembre, sarà tracciato un bilancio delle competenze e si svolgeranno i tirocini nelle aziende del territorio, parte della rete di realtà che affiancano il progetto tra cui Comune di Genova, enti, cooperative sociali.

Il progetto “Dal verde al Blu” è realizzato grazie all’8xmille di Unione Buddhista Italiana.

Grazie alle firme 8xmille, l’Unione Buddhista Italiana sostiene ogni anno progetti a favore della pluralità e della responsabilità sociale, selezionati tramite il Bando Umanitario in coerenza con il principio dell’interdipendenza e del prendersi cura alla base del pensiero buddhista: nel mondo ogni essere senziente è collegato e agendo su uno di essi, si agisce a favore dell’intera collettività. I temi scelti per il Bando Umanitario 2025 sono “Cura, Ecologia, Disagio giovanile”: i progetti selezionati hanno in comune l’attenzione alla cura che include l’aspetto fisico, emotivo e spirituale di ogni essere senziente e dell’ambiente. Alcuni esempi: interventi per ridurre la sofferenza della malattia e del fine vita; reinserimento sociale per donne in carcere con figli; supporto legale e psicologico per persone richiedenti asilo o vittime di tortura; promozione dei territori e ricostruzione del tessuto produttivo; formazione professionale per giovani provenienti da contesti sociali difficili e interventi di prevenzione nelle scuole per bullismo e violenza di genere. I progetti beneficiari sono disponibili sul sito 8xmilleunionebuddhista.it/

Come funziona l’8xmille? Attraverso la dichiarazione dei redditi, è possibile destinare l’8xmille a una confessione religiosa o allo Stato. Non è una tassa in più ma una quota già inclusa nel totale dei redditi IRPEF: in mancanza della firma che esprime una preferenza, il totale delle quote non espresse va ripartito in proporzione alle preferenze di chi invece ha firmato. Firmare per l’8xmille significa dunque esprimere la propria scelta e un proprio diritto.

 

Ufficio Stampa Unione Buddhista Italiana

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