L’Unione Buddhista Italiana presenta il secondo ciclo di video che racconta le opere attraverso lo sguardo di storici dell’arte e insegnanti di Dharma

Da Torino a Faenza, passando per Bologna, Genova, Vicenza e Milano:

 un viaggio nelle collezioni d’arte orientale

 

L’arte buddhista nei musei italiani:

un patrimonio da scoprire

 

L’Unione Buddhista Italiana presenta il secondo ciclo di video che racconta le opere attraverso lo sguardo di storici dell’arte e insegnanti di Dharma.

 

I musei italiani ospitano opere d’arte che raccontano secoli di storia, simboli e spiritualità. Con il nuovo ciclo di video-racconti “Arte buddhista nei musei italiani”, l’Unione Buddhista Italiana invita a scoprire il patrimonio di arte buddhista conservato in Italia attraverso le voci di storici dell’arte, curatori dei musei e insegnanti di Dharma. L’iniziativa è realizzata da Cultura UBI, l’area di Unione Buddhista Italiana che si occupa di esplorare le relazioni di contenuto e forma tra buddhismo e fenomeni e linguaggi estetici, favorendo l’incontro tra diverse discipline con mostre e progetti d’arte, musica e teatro, e attraverso il restauro e la valorizzazione di opere d’arte. Il progetto è reso possibile grazie aifondi 8xmille dell’Unione Buddhista Italiana.

Le opere vengono selezionate insieme ai direttori e ai conservatori dei musei che ne raccontano il contesto storico, artistico e iconografico, ricostruendo la storia della collezione a cui appartengono. Alle voci degli esperti dei musei si affiancano quelle di scrittori, studiosi, artisti e maestri di Dharma di diverse tradizioni buddhiste, chiamati a offrire una lettura ampia delle opere, oltreché scientifica anche spirituale, creando un dialogo tra ricerca, esperienza e pratica.

Ogni opera è protagonista di un video-racconto pubblicato su GATE, il portale dell’Unione Buddhista Italiana. Di seguito i musei coinvolti e le opere:

Museo Nazionale della Montagna di Torino

Maschera in cartapesta dipinta acquisita dall’esploratore e alpinista Mario Piacenza nel monastero di Hemis, in Ladakh.

Museo Civico Medievale di Bologna

Dōjōji, Xilografia policroma giapponese di Utagawa Kuniyoshi di metà ‘800, proveniente dal Fondo Norman Jones.

Castello d’Albertis Museo delle Culture del Mondo di Genova

Statua in bronzo di Avalokiteśvara dalle 11 teste (Ekādaśamukha) di fine ‘800, ambito cinese.

 

Museo Diocesano di Vicenza

Testa in bronzo di Buddha, proveniente dalla Thailandia, del XII secolo.

MIC-Museo della Ceramica di Faenza

Statua in porcellana di Guanyin, proveniente dalle fornaci di Dehua, in Cina, databile tra fine ‘700 e inizio ‘800.

MUDEC – Museo delle culture di Milano

Statua di Yamantaka di ambito tibetano.

Sul sito GATE sono già disponibili le prime due puntate:

https://gategate.it/il-volto-irato-della-compassione/

https://gategate.it/anchin-limperturbabile/

Credit: Arte buddhista nei musei italiani è un progetto ideato e curato da Cultura Unione Buddhista Italiana, con la regia di Simone Cannata.

 

Unione Buddhista Italiana (UBI) nasce nel 1985 come associazione che raggruppa i vari centri buddhisti presenti in Italia, proponendosi come rappresentante unico del buddhismo nel rispetto di tutte le tradizioni storiche. Dai 9 centri iniziali, il numero è cresciuto oggi a 72. Il 3 gennaio del 1991, con un decreto presidenziale successivamente modificato il 15 giugno 1993, ottiene il riconoscimento giuridico come Ente Religioso. L’Unione Buddhista Italiana contribuisce alla diffusione degli insegnamenti e delle pratiche della dottrina buddhista, sviluppa la collaborazione tra le diverse scuole, favorisce il dialogo con le altre comunità religiose e le istituzioni, con Unione Buddhista Europea (di cui fa parte dal 1987) e con la Federazione mondiale dei buddhisti e si pone con spirito di apertura e dialogo verso tutte le altre religioni.
L’11 dicembre 2025 il Consiglio dei ministri ha autorizzato il Presidente del Consiglio alla firma modificativa dell’Intesa del 2012 tra la Repubblica Italiana e l’Unione Buddhista Italiana. Le modifiche riguardano: le celebrazioni dei matrimoni con effetti civili, il riconoscimento degli Istituti di studi buddhisti e contemplativi, l’ampliamento degli ambiti della quota “inespressa” dell’8xmille.

Dal 2017, grazie alle firme 8xmille, l’Unione Buddhista Italiana ha sostenuto oltre 1.450 progetti in difesa dell’ambiente, per la giustizia sociale, l’accoglienza, il lavoro, la cultura, la salute, l’educazione e tutti gli esseri senzienti, attraverso il dharma in azione, l’attività coordinata dell’Unione Buddhista Italiana insieme a esperti e professionisti nel campo della cura, ecologia, cultura, arti buddhiste e ricerca universitaria che operano in modo sistemico e collaborativo. unionebuddhistaitaliana.it

Cultura UBI esplora le relazioni di contenuto e forma tra buddhismo e fenomeni e linguaggi estetici. Favorisce l’incontro tra discipline con mostre e progetti d’arte, musica e teatro. Sostiene il restauro d’opere d’arte e organizza residenze, incontri e attività di ricerca con artisti, curatori e studiosi, in collaborazione con istituzioni pubbliche e private.

 

Ufficio Stampa Unione Buddhista Italiana

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