David R. Loy, filosofo buddhista e insegnante zen, in programma martedì 22 settembre alle ore 21 a Torino al Circolo dei lettori e delle lettrici

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

 22 settembre 2026, ore 21

 

Buddhismo e crisi ecologica: David R. Loy esplora come trasformare la consapevolezza in impegno concreto

 

Il filosofo e insegnante zen protagonista dell’incontro, gratuito,

promosso dai centri di Dharma torinesi dell’Unione Buddhista Italiana

in collaborazione con Torino Spiritualità.

 

Che cosa può insegnare il buddhismo di fronte alla crisi ecologica? E come trasformare la consapevolezza dell’interdipendenza tra gli esseri umani e il mondo naturale in un impegno concreto per la società e per il futuro del pianeta?

Sono alcune delle domande al centro di Amare il mondo come noi stessi, l’incontro con David R. Loy, filosofo buddhista e insegnante zen, in programma martedì 22 settembre alle ore 21 a Torino al Circolo dei lettori e delle lettrici (via Bogino 9) in collaborazione con il festival Torino Spiritualità e nel contesto di Intelligenza Naturale, la stagione 2025/2026 della Fondazione Circolo dei lettori.

L’appuntamento, patrocinato dall’Unione Buddhista Italiana, è promosso dai centri di Dharma torinesi aderenti all’Unione Buddhista Italiana e rientra nel progetto I Diritti della Natura, che propone un percorso di riflessione sul tema dell’interdipendenza e sulla responsabilità verso gli altri esseri viventi e gli ecosistemi da cui dipende la vita.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

 

In dialogo con Anna Adriani, giornalista e direttrice di Buddhismo Magazine, David R. Loy, tra i principali esponenti del buddhismo impegnato, orientamento che applica gli insegnamenti buddhisti alle questioni sociali e politiche, riflette sulla crisi ambientale e sulla possibilità di tradurre la consapevolezza dell’interdipendenza in una nuova responsabilità verso la Terra e la comunità. Al centro del confronto sono il rapporto tra buddhismo e natura, la crisi ecologica e la necessità di ripensare il nostro modo di abitare il mondo. Una prospettiva in cui la pratica spirituale non è separata dalla responsabilità sociale e ambientale, ma può diventare uno strumento per riconoscere il profondo legame che ci unisce alla Terra e tradurlo in consapevolezza, cura e impegno concreto.

È questo il cuore dell’ecodharma, tema che il filosofo americano ha sviluppato nel volume omonimo Ecodharma, pubblicato in Italia da Ubiliber, la casa editrice dell’Unione Buddhista Italiana. A partire dal principio buddhista dell’interdipendenza, l’ecodharma invita a superare l’idea di un individuo separato dal mondo naturale e a riconoscere come la crisi ecologica interroghi non soltanto il nostro rapporto con l’ambiente, ma anche il modo in cui concepiamo noi stessi, la società e il nostro posto nel mondo.

Per informazioni

circololettori.it

torino.circololettori.it/incontro-con-david-loy/

 

Unione Buddhista Italiana (UBI) nasce nel 1985 come associazione che raggruppa i vari centri buddhisti presenti in Italia, proponendosi come rappresentante unico del buddhismo nel rispetto di tutte le tradizioni storiche. Dai 9 centri iniziali, il numero è cresciuto oggi a 72. Il 3 gennaio del 1991, con un decreto presidenziale successivamente modificato il 15 giugno 1993, ottiene il riconoscimento giuridico come Ente Religioso. L’Unione Buddhista Italiana contribuisce alla diffusione degli insegnamenti e delle pratiche della dottrina buddhista, sviluppa la collaborazione tra le diverse scuole, favorisce il dialogo con le altre comunità religiose e le istituzioni, con Unione Buddhista Europea (di cui fa parte dal 1987) e con la Federazione mondiale dei buddhisti e si pone con spirito di apertura e dialogo verso tutte le altre religioni.
L’11 dicembre 2025 il Consiglio dei ministri ha autorizzato il Presidente del Consiglio alla firma modificativa dell’Intesa del 2012 tra la Repubblica Italiana e l’Unione Buddhista Italiana. Le modifiche riguardano: le celebrazioni dei matrimoni con effetti civili, il riconoscimento degli Istituti di studi buddhisti e contemplativi, l’ampliamento degli ambiti della quota “inespressa” dell’8xmille. Dal 2017, grazie alle firme 8xmille, l’Unione Buddhista Italiana ha sostenuto oltre 1.450 progetti in difesa dell’ambiente, per la giustizia sociale, l’accoglienza, il lavoro, la cultura, la salute, l’educazione e tutti gli esseri senzienti, attraverso il dharma in azione, l’attività coordinata dell’Unione Buddhista Italiana insieme a esperti e professionisti nel campo della cura, ecologia, cultura, arti buddhiste e ricerca universitaria che operano in modo sistemico e collaborativo. unionebuddhistaitaliana.it

 

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